- Uh - si sentì in dovere di precisare Luval - se è per quella storia della proporzione tra il naso di un uomo e quella parte di lui che ne fa, appunto, un uomo, mi sento in dovere di chiarire che si tratta di un mito senza fondamento. In effetti ci sono stati diversi studi al riguardo. Ne ho anche un paio di sopra, se vuole controllare...
La ragazza scosse la testa. Luval l'aveva trovata in attesa scendendo le stanze dalla sua stanza. Non si era sorpreso della sua accoglienza. Questo perche un corpo umano può contenere solo una quantità limitata di stupore e lui aveva avuto sorprese a sufficienza negli ultimi tempi. La vita gli era passata davanti agli occhi talmente tante volte che aveva iniziato a trovare noioso lo spettacolo e a sonnecchiare durante le parti meno interessanti.
Il salone mostrava ancora i segni dello scontro. Al fondo, verso la cucina, una viverna era immobile a terra. L'impatto con la padella del troll aveva avuto l'effetto di farla sembrare più corta, comprimendola come un cane che si fosse accorto troppo tardi che la carrozza che stava inseguendo era, in effetti, diretta proprio verso di lui e non nella direzione opposta.
Stranamente Luval si sentiva osservato. Questo benchè, per esempio, il locandiere non stesse affatto guardando nella su direzione. Assolutamente. Nessuno avrebbe potuto dire che gettasse anche solo uno sguardo nella sua direzione. Bisogna controllare molto accuratamente una persona per essere capaci di ignorarla in modo così completo.
Fulton Piedepiatto, era occupatissimo a pulire con uno straccio la superficie di un tavolo. Una delle gambe del tavolo era stata strappata via durante lo scontro, così il gesto del locandiere aveva l'effetto di far ondeggiare la tavola e farla periodicamente ricadere a terra con un ritmo che i metronomi indicano come andante moderato. Toc...toc...toc...
- No, non è quello - rispose la ragazza - Volevo esprimere la mia gratitudine. Non fosse stato per lei quelle orribili creature mi avrebbero divorata. Mi chiedevo se non potremmo passare qualche tempo assieme, mi piacerebbe sapere di più circa il mio salvatore.
Luval non era privo di cultura per quanto riguarda i rapporti con l'altro sesso, ma la sua cultura era di natura eminentemente teorica. Oh, gli era capitato di invitare a casa qualche donna conosciuta in libreria. Proponeva loro di venire da lui a vedere la sua collezione di stampe antiche. Loro accettavano con un sorrisetto allusivo che lui non era mai ben riuscito a interpretare, ma poi sembravano stranamente deluse quando scoprivano che lui aveva effettivamente una collezione di stampe antiche da mostrare. Solitamente si allontanavano con una scusa attorno alla cinquattottesima stampa, quando iniziava la serie dedicata alle lezioni di anatomia (1). Pure, da qualche parte, dagli abissi insondabili abitati da pesci pallidi e ciechi della sua inettitudine, una consapevolezza si fece largo verso la superficie.
Luval sentì mancare le parole. Rimase in silenzio mentre nella sua mente i pensieri si rincorrevano e nella stanza il silenzio era rotto solo dal ticchettio del tavolo.
Toc... toc...toc...
Non era mai successo prima. Forse con lei avrebbe potuto nascere qualcosa. una famiglia. un'esistenza normale, di quelle di cui aveva tanto sentito parlare. E era successo proprio adesso, quando non serviva più. Quando oramai stava per andare a confrontare un avversario che non conosceva ma che era quasi sicuramente troppo più forte di lui. Quando oramai, era inutile nasconderselo,stava per morire. Fissò gli occhi nel viso piacevolmente leopardato che gli stava di fronte, ornato da un naso per cui già provava una sorprendente affinità.
toc... toc...toc...
- Beh, grazie. Mi farebbe molto piacere. Purtroppo adesso sto uscendo. Non so cosa stia succedendo, ma la fuori c'è qualcuno che è la causa di tutto questo. Forse...
"forse se gelerà l'inferno" aggiunse mentalmente, "ma cos'altro posso fare?"
-... beh, forse sarò in grado di spiegargli che è stato tutto un malinteso e allora non ci saranno più problemi.
Lei esitò a sua volta. Luval poteva vedere che una decisione stava prendendo forma dietro ai suoi occhi.
Toc...toc...toc...
- Le dispiace se la accompagno? Magari potrei aiutarla a convincerlo.
toc...toc...toc...
- e comunque le mie guardie sono indisposte, avrei paura a rimanere da sola - aggiunse accennando al cadavere ormai quasi dissolto e all'altra guardia che non aveva ancora ripreso conoscenza dopo la possente padellata del troll.
toc...toc...toc..
- Immagino che anche il suo amico verrà con noi, vero? - concluse con un ultimo gesti in direzione della figura grigia che giganteggiava in cucina
toc toc t..........
Fulton Piedepiatto smise improvvisamente di lucidare il tavolo e rivolse lo sguardo folle di speranza verso Maxim le Roquefort.
(1) Le lezioni di anatomia raffiguravano un chirurgo nell'atto di sezionare un cadavere. Poichè all'epoca era proibito sezionare cadaveri umani, il cadavere in questione era quello di un maiale il che, oltre a non causare problemi con le autorità, rappresenta anche un modo di avere pronto uno spuntino se la lezione è all'ultima ora prima di pranzo. Dopo le prime 3 stampe dedicate alla lezione vera e propria, le stampe 4-21 rappresentavano la classe occupata a cucinare e, per così dire, assimilare l'argomento di studio. La stampa 17, particolarmente pregevole, raffigurava il professore sdraiato in una carriola che porta con la mano destra alla bocca una bottiglia di vino reggendo con la sinistra un impressionante gomitolo di salsiccia.